Single, né in attesa né in cerca: mi limito ad essere felice…

Ognuno può cercare la propria felicità nel modo che ritiene più opportuno. Una donna single non deve per forza cambiare il suo stato per paura di rimanere sola. Ancora oggi l’immagine della donna single continua ad essere percepita con una certa inquietudine in molte culture. In molti paesi continua ad essere viva una concezione negativa delle donne che, invece di intraprendere relazioni che non desiderano, scelgono di essere single.Helen Fisher è un’antropologa di grande prestigio che studia le relazioni affettive e la figura della donna nella cultura. Nel suo libro “Il primo sesso”, esalta il ruolo di quelle donne che non si sentono obbligate ad avere un marito e che raggiungono i propri obiettivi personali nella vita.

Oggi vi invitiamo a riflettere su questo tema.

Essere single in una società molto patriarcale e in famiglie molto matriarcali

Qui ci scontriamo con un dualismo. Ancora oggi ci sono paesi in cui il peso del ruolo dell’uomo continua a rivestire una sostanziale importanza (ad esempio in Cina e India). In questi paesi una giovane deve cercare un compagno che avvantaggi la propria famiglia, e suo padre in modo particolare, affinché possa mantenere il suo status sociale.

In altre culture, invece, la pressione sulle donne affinché cerchino marito viene esercitate dalla figura della stessa madre, che desidera che la famiglia venga ampliata e che si crei una discendenza.

La donna che desidera dei nipotini o che vuole vedere la propria figlia “sistemata” con un marito con una buona posizione è un’immagine che, anche se molto tradizionalista, continua ad essere molto comune in tempi e società moderne.

Per questo motivo,è importante riflettere un po’ sulla questione.

Partner che vengono e che vanno

Oggi la maggior parte delle persone hanno ben chiaro che non è molto semplice trovare un compagno con cui condividere la propria vita. La coppia, come la stessa crescita personale, avanza, cambia e migliora e, nel corso di questo viaggio, è piuttosto comune cambiare partner.

  • È un fatto abbastanza accettato quello di passare meravigliosi periodi insieme ad una persona ma, in seguito, mettere fine a questa relazione e vivere una nuova tappa in solitudine, ma sentendosi ugualmente soddisfatte.
  • Entrambi i momenti possono essere vissuti nella loro pienezza, ma solo se il contesto sociale più vicino sia rispettoso e non eserciti pressioni né critichi troppo.
  • La libertà personale è un dono che per sfortuna non viene coltivato in molte culture e siamo ormai abituati a leggere notizie sconcertanti su bambine e giovani donne “vendute” come merce per creare nuovi legami familiari economicamente vantaggiosi.
  • Le donne non sono merce e la loro figura non deve essere percepita come “incompleta”, a causa del fatto di non aver marito.Ognuno di noi è un essere completo che va avanti e cresce affinché, poco a poco, lo specchio possa riflettere ciò che desideriamo essere. Con o senza un partner.

Essere single e “non in cerca”

Un altro aspetto molto comune, visibile persino nelle società più avanzate, è il pensare che se una persona è single, uomo o donna che sia, sia quasi obbligato a cercare la sua “altra metà”.

  • Ovviamente ognuno può far ciò che vuole, può cercare un compagno se è quello che desidera, ma può anche decidere di non farlo e permettere, semplicemente, che la vita gli riservi ciò che vuole.
  • Nel frattempo ci si può limitare ad essere felici, a godere delle proprie relazioni sociali, della propria famiglia e del proprio lavoro. Non c’è bisogno di cercare alcunché perché dobbiamo essere solo le persone che vogliamo essere.
  • Questo equilibrio e questa tranquillità interna offrono pienezza e felicità.

È questo il modo per creare relazioni affettive più mature, in cui entrambi i componenti della coppia si sentano liberi e completi, senza paure né vuoti che l’altro debba colmare.

Donna con fiore rosso single

La donna oggi

Continuiamo con alcuni riferimenti alle teorie di Helen Fisher. La celebre antropologa scrisse il suo libro “Il primo sesso” come piccola critica al famoso libro di Simone de Beauvoir, “Il secondo sesso”.

  • In esso si riflette una serie di idee in cui la donna viene animata a credere nelle proprie capacità per innalzarsi come leader in diversi contesti.
  • Secondo Helen Fisher, le donne dispongono di un cervello più intuitivo ed empaticoche può risultare di gran utilità in un contesto lavorativo e organizzativo.
  • La donna deve trovare la sua felicità nel modo che desidera, con un compagno o senza, con una famiglia numerosa o senza figli, con un buon lavoro o con un impiego semplice che le apporti maggiore tranquillità.

Invece di pensare se siamo o meno il primo sesso, basta semplicemente essere persone che si rispettano le une con le altre per creare una società più libera e che dia a tutti le stesse opportunità.

Vivere più sani

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